La valle segue il suo ritmo
Diciotto chilometri, quattro frazioni, niente traffico di transito: Colle, San Martino, Durna in Selva e Santa Maddalena. La Val di Casies non è un posto che si visita di corsa. Ti lasci trasportare: lungo i sentieri tra i prati, costeggiando i torrenti della Val di Casies, di frazione in frazione. La valle racchiude in sé tante epoche: l'eternità delle montagne, i secoli delle fattorie, la vita di oggi delle persone che lavorano qui. Se vuoi vivere davvero la valle, prenditi il tempo per goderti i piccoli momenti: un caffè in terrazza, una chiacchierata lungo il sentiero, lo sguardo su un pendio che cambia nel corso della giornata.
Di prima mattina, la valle appartiene a chi ci vive. L'aria è fresca, la rugiada ricopre ancora i prati, da qualche parte canta un gallo. È il momento più bello della giornata per esplorare la valle senza una meta precisa, prima che il sole sorga oltre la cresta e immerga i pendii in una luce dorata.
La Val di Casies ha questa rara leggerezza: la mattina puoi fare una passeggiata lungo il torrente, a mezzogiorno fermarti in un rifugio e nel pomeriggio ammirare l’intero fondovalle. I dislivelli sono ravvicinati, senza che però questo debba risultare faticoso. Sei tu a decidere fino a che punto spingerti. È proprio questo il suo fascino.
I posti migliori qui si trovano in fondo a un vialetto, dietro una stalla o lungo un sentiero che in realtà volevi solo prendere per fare una scorciatoia. Negozi di prodotti agricoli con formaggi e speck di produzione propria, distillerie, panetterie a St. Martin e St. Magdalena. Raramente ci sono orari di apertura. Qualcuno bussa.
Chi va più piano vede di più: la luce sul legno consumato dal tempo, le ombre sotto i larici, il modo in cui un pendio cambia nel corso di un pomeriggio. Il modo migliore per scoprire la valle è a piedi. Brando è fatto proprio per questa sensazione: arrivare, restare, trovare il proprio ritmo.
Quando la luce si fa più soffusa, l'atmosfera della valle cambia. I pendii si trasformano in sagome, nei cortili si accendono le luci delle finestre e il freddo arriva in un attimo. Niente di spettacolare, più che altro un tranquillo cambio di scena. E poi il cielo. Dato che tra i borghi non ci sono lampioni, riesci a vedere la Via Lattea ad occhio nudo. Già solo questo è un motivo per uscire di casa ancora una volta la sera.
Vestiti a strati, sempre. Scarpe che possono bagnarsi. Qualcosa di carino per la serata, perché “understatement” non vuol dire rinunciare a qualcosa. In inverno indossa anche guanti e berretto, anche se c’è il sole. Nota bene: Lascia un po’ di spazio in valigia per il formaggio e la pancetta, che porterai via l’ultimo giorno.
La valle racconta la sua storia attraverso tanti piccoli episodi: Fattorie secolari, l’economia alpina che esiste ancora oggi, un’architettura moderna che si fa da parte. A sud lo sguardo spazia sulle Dolomiti di Braies e di Sesto, mentre a nord confina con il Parco Naturale Rieserferner-Ahrn. Chi si trova da queste parti, si muove in un paesaggio culturale di una bellezza incantevole.
Perché ci si torna
La maggior parte degli ospiti torna una seconda volta, ma pochissimi riescono a spiegare esattamente perché. Forse per il silenzio, forse per la luce, forse per quel mix di vastità e familiarità. Abbastanza grande per le scoperte, abbastanza piccolo per i rituali.














